2 febbraio 2017

TUTTO PUÒ SUCCEDERE

Così cantano e suonano i Negramaro che tanto mi piacciono... "passa così tutta da qui la vita che non torna più se… non sei più tu a viverla così e come piace a te vivila senza più paure finché sei qui e tutto può succedere..."

Io di paura ne ho; credo il giusto o non so.
In due mesi dovrò studiare come ventanni fa e "competere" per potermi tenere il lavoro... che senza, non mi posso proprio immaginare (più).
Mi viene da pensare che stiamo facendo così bene che la sorte non può girarsi contro.

Penso anche che chissà quali altre sfide possono arrivare.

La prima, per esempio, è mamma in ospedale; lei che ha per anni vissuto il cancro di  babbo; vissuto gli alcolisti e aperto casa sua per aiutare a tutte le ore del giorno e oltre; che ha accudito sempre, mascherando stanchezza e dolori; lei che ha spesso rotto le palle perchè al telefono si risponde sempre e sempre c'è tempo per tutti; lei che Titti aveva a farle compagnia e pure Titti ha assistito fino alla fine...
Ora lei andrà in ospedale e lei si farà accudire; a 44 anni, credetemi, non riesco a immaginare come tutto questo potrà essere.

foto LC

Credo che andrà bene ma sono anche certa che sarà difficile; il tutto, insieme e il tutto, nuovo.
Perchè non posso mica essere vacillante davanti a sti sei nipoti che piangono di paura per la nonna che senza-di-lei-non-si-vive... e non posso neanche abbandonare il lavoro e abbandonare lo studio e il concorso.

Quello che è al fondo del tragitto di questi mesi lo immagino, quello che è il punto di partenza lo vedo; quanto sta nel mezzo mi è totalmente oscuro e imprevedibile.



31 gennaio 2017

#TARDO 3

foto LC

"Mamma, cosa stai studiando?"
"La luce guarda... voi lo sapete che se metto insieme tre luci colorate, blu, verde e rossa... luci, non colori tipo acquerelli, riesco a vedere la luce bianca?".
"E sì, tipo l'arcobaleno vero? Perché la luce attraversa la pioggia ecc..."

Dopo qualche giorno arriva Alessandro... il tardo numero due...
Faccia godutissima con tre luci di Tiger.
Tre luci, tre mani...
Esperimento riuscito.

26 gennaio 2017

#TARDO 2

Scacco!
Prima partita... (io)  persa

foto LC - la foto è mia, non si usa senza chiedere

25 gennaio 2017

#TARDO 1

Davide

Davide...
che strano questo disegno, mi piace... sono dita?

Si mamma, ti ricordi, quando siamo andati quella volta li, a vedere li, quella volta, ti ricordi ... che Francesco non c'era... ma sì mamma, dai, che la signora ci ha fatto sedere per terra... Che c'erano quelle foto con le bottiglie, ti ricordi, e quel signore con le dita alzate... (questo è un racconto medio di Davide)...

http://camera.to/mostre/around-ai-weiwei-photographs-1983-2016/


http://justbaked.bakeagency.it/2016/10/27/ai-weiwei-firenze/

24 gennaio 2017

LIBERI DI NON IMPARARE

Tante cose nelle nostre giornate. Tante.
La maggior parte belle, qualcuna no.
I miei figli non sono scolasticamente brillanti...
Due dsa... non così cosi, di quelli tosti! Uno più dell'altro.
E gli altri due (figli) di quelli con la vita da mediano.
Eppure abbiamo fatto molto da manuale (i genitori "colti e impegnati"): attività, visite, giochi insieme, il tempo per la noia, il tempo per la solitudine, il cartone futile e il documentario che lo è meno.
Lo sport  + la manualità + gli amichetti + mappe concettuali + esercizi di lettura e di ortografia + cinema con gli sconti + la nuova smania per il cirko.
Tablet sì ma con il tempo contato, idem il pc e la wii.

Eppure... no, non va. Siamo sofferenti... Affaticatissimi!
Non c'è il tempo per ascoltarli.
La corsa contro il tempo per trovare il modo di far capire, di far ricordare, di far piacere...
Oggi pomeriggio guardavo Davide fare i compiti ... smarrito, il suo sguardo nel vuoto, confondendo la lancetta delle ore e dei minuti.
Una reazione a catena; dopo poco, mi ha chiesto conferma: "Il mattino è quello in cui ci svegliamo o quello è il pomeriggio?".

Imparare è cosa naturale.
Molto dipende da noi.
Il modo di crescere in famiglia dipende da noi.
I bambini non sono fatti per vivere così, non può essere.
C'è sicuramente un modo più giusto per equilibrare la loro voglia di fare (bene) come gli altri e la tutela della loro natura; c'è sicuramente un modo ma io, ancora, non lo vedo.

foto LC - Museo Egizio, Torino


15 settembre 2016

COME TORNARE

Dopo tutto questo tempo, come tornare?
Non c'è giorno in cui io non pensi al blog... questo va raccontato, su questo mi devo confrontare... di questo devo piangere in rete!
E se facessi finta di niente e ricominciassi dalle cose piccole piccole... quelle quotidiane, quelle del mio instagram... #piccolecose, come se ci fossimo salutati ieri?

2 ottobre 2015

NONNI E NIPOTI - FESTA

Non trovo occasione migliore per parlare della festa del 2 ottobre 2015, quella dei nonni.
Perché avere i nonni, ragazzi miei, è una gran fortuna; ed è una fortuna diventare nonni!
Penso ai miei cugini che all'età di papà Danilo, sono orgogliosamente e felicemente, nonni.
I figli si devono fare da giovani; una quadra si trova sempre.
E occorrerebbe anche andare in pensione, a un certo punto, per dedicarsi in modo attivo e in salute a figli e nipoti.

Dopo questo pippone, vi racconto brevemente la "Nonni e nipoti: una città in movimento" di Falconara Marittima, vicino ad Ancona. Una festa - corsa - raduno... non saprei bene cosa scegliere.
Noi siamo stati fortunatamente invitati.
Nel paese, un percorso da correre o camminare, con nipoti al seguito e passeggini.
Una festa davvero che ha sicuramente fatto star bene la nonna (timida e timorosa) e i nipoti (orgogliosi e riconoscenti).
Un modello di condivisione senza dubbio da diffondere.

Per informazioni e ispirazione... 
http://www.nordicwalkingmarche.it/nonni-nipoti-falconara-marittima-citta-in-movimento


foto di Carlo. I miei turulli medagliati

l'arrivo dei turulli (Chiara dietro a Davide)

30 settembre 2015

L'ARIA CHE TIRA

Strana, è una strana aria...
Mi ritrovo a chiedere ai ragazzi di andare in "crisi" non più di due alla volta. 
Alla terza settimana di scuola, il nostro lettone è già un via vai di sogni brutti, nasi tappati, non-riesco-a-dormire.
Perché continuo a sentire in modo così imponente la fatica?
Ci facciamo sempre tante domande; cerchiamo di fare il meglio che possiamo.
Basterà?
Stanotte, mentre accarezzavo la testa di Franci, ho letto queste righe

http://www.pesciolinorosso.org/
Le parole mai scritte - 4
"Papà,
Per una volta invece di ricordarmi cosa devo o non devo fare, perché non mi chiedi cosa dovresti fare tu per essere migliore?
Ho bisogno per una volta del tuo silenzio per raccontarti i miei problemi, ma non riesco mai, perché parli sempre tu, oppure non siamo mai soli. 
Ho un problema con degli “amici” che mi perseguitano perché gli devo dei soldi. Ho paura a dirti il perché, ma sei l’unico che mi può capire. Ma ascoltami. Dedicami qualche minuto, ascoltami.
Volevo dirti che se mi aiuti poi smetto di fare cazzate, te lo prometto.
Ema..."
Emanuele ha perso la vita il 24 novembre 2013 gettandosi in un fiume a 16 anni, dopo aver ingerito sostanze stupefacenti.
Dalla sua storia è nato LASCIAMI VOLARE, un libro straordinario, che senza giudizi, ma attraverso le emozioni, cerca di aiutarci a ritrovare il dialogo con i nostri figli.

Forse ci si avvicina alla retorica, non so.
Però è vero che cambiare il punto di vista, aiuta.

15 settembre 2015

ARBARELLO STREETBASKET

Scuola iniziata, ritardo al lavoro, nausea mattutina, traffico esagerato!
Ecco, tutto come sempre...
La nostalgia dell'estate è tanta.
Non so che farci... mi piace la nostra famiglia, quella allargata compresa, e mi diverto a stare con i turulli.
E così, per non lasciare filtrare troppe ansie, guardo le decine e più cose che ci propone Torino in queste settimane.


Questa la condivido con voi.
Mentre Chiara andrà alla festa della sua compagna di classe, i ragazzi probabilmente faranno un giro :)

27 agosto 2015

SETTEMBRE TEMPO DI REGALI

In questo periodo dell'anno mi diverto a guardare in rete siti di giocattoli.
Settembre è tempo di compleanni!
Oggi vi segnalo questo; a me è piaciuto tantissimo.
Fotografia, creatività, osservazione.

"Fotografia solare" - costo 17,90

http://www.cittadelsole.it/customer/product.php?productid=8159&cat=73
"Un pacco di fogli di carta sensibile alla luce, che conservano la sagoma degli oggetti che gli hai postato sopra: foglie, fiori, monete, o qualcuno degli stencil forniti nella confezione. In aggiunta ci sono biglietti d`auguri e cornici per mettere in risalto le tue creazioni. Da 7 anni"

26 agosto 2015

STELLE SULLA TERRA

Ieri sera abbiamo guardato tutti insieme questo film. Indiano.


Molto emozionante, molto. 
Emozionante sentire Davide dire più volte: io sono come lui.
E vedere in questo bambino così tante similitudini.
Non parlo dei "problemi", come li chiamano i nostri quattro turulli, parlo degli aspetti folli e simil-geniali: pescare i pesci piccoli per guardali, costruire aerei e aggeggi vari con materiale di recupero trovato a terra, levigare il legno sulle pietre!
In sei a guardare, in sei commossi, perché ognuno di noi, in questa storia, ha rivisto se stesso: i genitori, che malgrado tutto vogliono per i figli ciò che non appartiene loro; gli insegnanti che vedono con l'esperienza e con il cuore, che fanno di "più"; l'impotenza e la sofferenza di chi è fratello; la solidarietà di chi è amico. 
Lui, l'amico con le stampelle, è entrato nel cuore di Francesco.
Una storia, una narrazione semplicissima, che dice tutto quello che occorre dire.
Una poesia.
Io non credo che tutti i dislessici siano destinati a cose grandi e ad essere comunque vincitori.
Credo però nella diversa genialità di cui sono dotati e credo fortemente nell'importanza di chi si incontra lungo la strada.
Consiglio questo film a tutti, proprio a tutti... perché dona la capacità di allargare lo sguardo e di riposarlo, poi, sul bambino, con più amore.

Taare Zamen Par (Stelle sulla Terra) è un bellissimo film indiano che racconta la storia di un bambino dislessico, Ishaan Awasthi (Darsheel Safary), il quale non riesce a studiare, riceve brutti voti a scuola e non è molto coordinato. E’ un bravo pittore pieno di gioia di vivere ma viene continuamente preso in giro dai maestri e da altri ragazzi. A casa suo padre (Vipin Sharma), ossessionato dalla carriera e dal successo, è orgoglioso del primogenito Yohan (Sachet Engineer), il quale prende buoni voti ed è un bravo atleta. La madre di Ishaan (Tisca Chopra) gli vuole bene ma non sa cosa fare con il bambino.
Esasperato da continue lamentele dei vicini e degli insegnanti, il padre decide di mandare Ishaan al collegio, con l’idea che Ishaan ha bisogno di un po’ di disciplina.
Ishaan si isola da altri bambini e si chiude in se stesso.
L'insegnante di arte del collegio è ammalato e arriva un nuovo insegnante, Ram Shanker Nikumbh (Aamir Khan) in sostituzione. Ram Shanker insegna anche in una scuola per i bambini disabili. Lui si accorge della profonda infelicità di Ishaan e che il bambino rischia di cadere in un baratro dal quale farà fatica a uscire vivo.
Ram Shanker capisce che Ishaan è dislessico. Lui visita la famiglia di Ishaan e parla di dislessia nella classe. Parla di tante persone famose, ma dislessiche, le quali sono che hanno avuto successo nella vita. Confessa che anche lui da bambino era dislessico. Poco alla volta la vita di Ishaan cambia e lui riscopre i colori e la gioia di vivere.
Stelle sulla Terra è stato il primo film indiano ad essere distribuito in DVD dalla Walt Disney Home Entertainment e all'epoca ci fu qualche polemica per l’estromissione della pellicola dalla cinquina finale di nominati agli Oscar per il miglior film straniero, giustificata all’epoca dall’Academy con la lunghezza (165 minuti) e il formato musicale della pellicola.


25 agosto 2015

AQUILONI



foto - Loretta Campomaggi

Siamo tornati in città da appena tre giorni e, guardando le foto varie da google foto, ho già quel misto di contentezza e nostalgia.
Onestamente, mi sembra impossibile pensare di dover ricominciare un altro anno di scuola...
Perché, per noi, questo è (anche e ancora) motivo di tristezze, pianti e delusioni.
Certo, come in tutto, sempre c'è l'aspetto positivo... si fa fatica a goderne però.

Una immagine della passata vacanza Danilo ed io la porteremo nel cuore: Alessandro e l'aquilone.
Ale non è un bimbo immediatamente avvicinabile; è di poche parole, con una spiccata sensibilità che lo porta ad eccessi di gelosia inimmaginabili. 
Per questo spesso diventa una merda.
Gli ultimi dieci giorni, al mare, ha trovato una sintonia particolare, con noi, con i fratelli, con gli spostamenti e gli "impegni"; da quando ha ritrovato in borsa il suo aquilone, non è più uscito di casa senza lo zaino, non ha più trascorso una giornata senza farlo volare.
Ha imparato a farlo alzare, a legarlo per andare a fare il bagno in mare, a riannodare il filo se Davide per sbaglio se lo portava via con le gambe :)
Ha imparato a ripiegarlo.
Vederlo attento, concentrato, silenzioso con il suo aquilone ci ha riempito di ammirazione e di dolcezza. 
Una sua conquista, in solitaria, con poco intervento nostro, che ha meravigliato e dato del "bello".


Leggo nel web:

"Per Vasco Rossi si può «stare per dei mesi appesi a un aquilone guardando il cielo che si muove ed il sole che muore». Per Charlie Brown - e il suo creatore Charles M. Schulz - l’aquilone è invece l’ennesima fallimentare nemesi: un filo che lo avviluppa, un albero (cannibale) che glielo mangia. Per i ragazzini di Kabul una tradizione e il ricordo di una gioia proibita dai talebani, che lo scrittore Khaled Hosseini racconta nel Cacciatore di aquiloni. Per Giovanni Pascoli un anticipo di primavera che, come «bianche ali sospese», come una «cometa per il ciel turchino», si alza sopra Urbino in una giornata di limpida gioia infantile: «e il viso e il cuore, porta tutto in cielo»."

3 febbraio 2015

NOSTALGIA CANAGLIA

foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Due mesi e oltre senza scrivere qui...
Mi manca moltissimo questo ritrovo.
Scrivere fa bene; e anche sentire affetto e comprensione e compagnia e solidarietà.
Sto facendo molta fatica a gestire con efficacia l'azienda Ferrero (da leggere con ironia).
E sebbene queste foto mi riempiano il cuore di gioia e orgoglio (minchia quanto son belli-che-quasi-non-ci credo...), a me i turulli non sembrano solari e sereni.

Ovunque mi giro, in ballo ci devo mettere il cuore; quest'anno ho un bel lavoro e tanti ragazzi con tanti problemi a cui fare compagnia (come punto di partenza).
Ho tre prima elementare, sempre più difficili; ho un primo appuntamento valutazione neuropsicomotoria; ho malanni in famiglia da tre settimane e una casa sfigata in montagna nella quale penso sia crollato (definitavamente) il tetto.
Un marito che russa a poca distanza; un figlio accanto a lui, portato a casa da poco dal Pronto Soccorso per orticaria diffusa in tutto il corpo.
Ho un pediatra da trovare; un sollecito di pagamento per le mense assolutamente sbagliato; una bolletta che aspetta e il frigo senza latte...
Ho un tempo molto molto molto complicato e difficile che è assolutamente da colorare.




19 novembre 2014

DISLESSICO

Non ci serve un foglio di carta per capirlo... e neanche una valutazione ufficiale... Davide è dislessico.
E non mi chiedete le sfumature; il tipo di dislessia, se è più disgrafico o dislessico o disminchico (come dico ultimamente).
Non è una malattia infettiva e neanche un segno di scarsa intelligenza ecc...
Tutte le so, queste faccende, tutte.
Le so tutte; come so che fortunatamente ce ne siamo accorti adesso (anche se secondo la mia opinione l'anno scorso di segnali ne avevamo già abbastanza... ma non siamo stati ascoltati attentamente).
So che siamo circondati da persone amiche e competenti; so che di aiuti ce ne sono di tante misure.

davide - agosto 2014 - questa foto non si usa, è mia
Però... sentire crescere la sua tristezza e vedere nei suoi occhi la frustrazione fa star male.
Sono la sua mamma... e quindi concedetemi il rammarico e il senso di vuoto che a tratti, in solitaria ovviamente, mi fanno scendere qualche lacrima (per chiarimenti, vedere Finardi, Le donne piangono in macchina).
I suoi pianti a scuola aumentano; nonostante la bravura degli insegnanti, Davide sa che non riesce a fare quello che stanno tutti facendo (compresi i suoi fratelli gemelli). 
Io, con lui, ho una confidenza crescente. Parliamo di ciò che non riesce a fare e lascio che si senta libero...
Con Chiara e Ale invece no, non sto facendo bene.
Perché non li stimolo a leggere e a essere orgogliosi e a ostentare le conquiste scolastiche...una sensazione di imbarazzo mi blocca.
Fortunatamente Davide non dorme in camera con loro; questo permette di avere qualche minuto personale e singolo.
Certamente non sto incitando Alessandro e Chiara nella lettura, cosa che li sta emozionando e che cercano con forza di fare con noi.
Non ho segreti con i turulli, non ne ho mai avuti. Gestire la gelosia di Alessandro, il nervosismo di Chiara, i cambiamenti di Franci (e le tamarrate dei suoi compagni che iniziano a parlare di sesso), il mondo diverso e complesso di Davide, mi sta prosciugando.
Tutto questo mi sta (nuovamente) mettendo alla prova. E a volte mi sento sola e impaurita.
Martedì 25 novembre il primo di non-voglio-neanche-immaginare-quanti colloqui.
Un nuovo capitolo...



14 novembre 2014

ESPERIENZA CREATIVA CON CRAYOLA

articolo sponsorizzato

Ciao a tutti!
Anche quest'anno noi Ferreri abbiamo testato alcuni prodotti Crayola.
Ricordate questo articolo? Anche in questo caso ci siamo divertiti tantissimo!
I prodotti che ci hanno inviato sono questi:
- laboratorio pennarelli
- charms mania
- color spray

I nostri ragazzi crescono e le attività per il tempo libero fortunatamente cambiano con loro.

Partiamo dalla fabbrica di pennarelli.




 



Ho apprezzato molto la tabella inserita nella confezione dove comprendere le mescolanze; tot parti di un colore e tot parti di un altro colore permettono di ottenere quella particolare sfumatura.
La comprensione è immediata, anche per bambini piccini.
Ai nostri turulli è piaciuto molto poter scegliere, per esempio, di avere a disposizione pennarelli del loro colore preferito (in genere ne hanno uno per ogni confezione).
Le etichette a disposizione hanno dato modo di personalizzare e individuare le loro creazioni.
Il materiale permette di divertirsi e di avere pennarelli dei colori necessari senza sporcare o fare danni in casa.
Nel sito Crayola trovate le informazioni sui kit per i ricambi.
VOTO della famiglia: 8

La fabbrica della perline... ufficialmente charms mania :)








Questo lavoro è per bimbetti forse un pochino più grandi dei nostri perché a mio avviso merita un progetto, un disegno dei gioielli che si vogliono ottenere. La confezione è ricca e ben curata ed offre molte possibilità (dal colore alla forma alla decorazione).
Trovo sia adatto soprattutto per trascorrere in modo gratificante e allegro intere giornate a casa.
VOTO della famiglia: 7 1/2

E infine....
l'aerografo :) o color spray!
Indiscutibilmente dei tre è quello che ci è piaciuto di più! Molto bello, utile, ben curato e soprattutto... senza pile!
Si può usare su carta o su stoffa (cambiando il tipo di pennarello) e si può ottenere l'effetto dell'aerografo.
Il colore "a spruzzo" ai ragazzi è piaciuto molto; a noi adulti anche perché è un bel modo per lavorare assieme (uno carica l'aria e l'altro disegna e poi si ruota).
In prossimità del Natale, ho già iniziato a immaginare magliette che possono disegnare loro stessi, da regalare agli amichetti, personalizzando l'augurio.
Pensavo alla squadra di calcio dei giardinetti.... fare un logo e colorarlo con l'aerografo... una maglietta per tutti!
E infine agli addobbi per la casa :)
Molto molto bello e ben curato il corredo.
VOTO della famiglia: 10











25 settembre 2014

TUTTO NUOVO

Nulla, non mi viene in mente nulla di rilevante che in questo momento resti immutato...
Danilo, dopo 34 anni da precario a Torino, è passato di ruolo! 
Sì; innegabile, siamo contenti... non che non avesse già un contratto a tempo indeterminato... lo aveva. 
Non come docente... però. E lui, in realtà, docente lo è, da sempre.
In questi anni il suo amor proprio, messo a dura prova dalle vicende della vita, più di una volta, ha retto grazie agli incarichi nelle Accademie di Belle Arti.
Però... è passato di ruolo a Ciriè; scuola nuova, assenza di laboratori di stampa dove esercitare la sua professione, zero continuità con gli anni precedenti. Nonostante tutti siano concordi con la poca efficacia di questa sistemazione, nulla si è potuto fare.
Esce di casa alle 6.20, torna molto tardi; i costi per gli spostamenti triplicati e i turulli che ogni mattina lo vorrebbero vedere.
Io, dopo sette anni, ho nuovamente accettato una supplenza come ITP (insegnante tecnico pratico) di fotografia; vorrei, come sempre, divertirmi... quante cose da proporre ai ragazzi... ma meglio frenare, per prudenza e per adeguamento (?) ai colleghi che di entusiasmo, diciamo, ne hanno meno.
In realtà, può sembrare un assoluto errore, l'unica vita a cui sono realmente interessata è quella di casa nostra, dei miei ragazzi in particolar modo.
Una nuova attenzione, una nuova vita.... un nuovo modo da rimettere in piedi per stare assieme.
La fatica è tanta; emotiva soprattutto.
Da ascoltare, in quattro modi diversi; da capire senza parole, in quattro modi diversi, da aiutare e sostenere in quattro modi diversi.
A volte mi sento mangiata sino alle ossa; risucchiata totalmente.
Manca il tempo e anche quello è da gestire in modo differente; Francesco farà uno sport all'interno della scuola; al lunedì, entrerà alle 8.30 e uscirà alle 18.
I turulli piccoli per ora non avranno impegni pomeridiani; se vorranno, qualche attimo a giocare in oratorio o ai giardini; per il resto, il tempo adeguato per raccontare, parlare con i fratelli, avere coccole da mamma e mapi, lavarsi, organizzarsi portapenne e zainetto...
Alle 20.30, in settimana, tutti e tre a nanna, altrimenti non si reggono i tempi lunghi e faticosi della scuola.

Stiamo abbastanza bene anche se, per tenere a freno l'ansia, ho bisogno di stabilità; e in questo momento tutto è il contrario di tutto.
I turulli piccoli sono stupendi; la fatica per adeguarsi alla scuola è notevole... ma stanno manifestando una capacità di adattamento invidiabile, ai miei occhi.
Franci è un ometto, così dicono anche le maestre...
Aiuta i tre piccoli a scuola, con il materiale e gli spostamenti; a volte suggerisce loro alcuni comportamenti adeguati per venirne fuori vivi...
Sto imparando davvero tanto, da loro; purtroppo non sempre mi basta per preservare uno stato di serenità costante.


18 settembre 2014

STREET STYLE 2014

Sto facendo così tanta fatica ad abituarmi alla nuova situazione della nostra famiglia, che non riesco a parlare... a dire il vero, non ne ho neanche tanta voglia... e questo accade di rado. 

Così vi segnalo due iniziative molto carine per uscire di casa nel finesettimana, a Torino. Noi, pensando a Giulia che si sposa (ma che è troppo lontana), ne approfitteremo. 


Due  giorni, in piazza Castello, per guardare, imparare, conoscere alcuni sport di strada.
Come accade in queste occasioni, ci sarà (coda e tempo permettendo) la possibilità di provare gratuitamente le varie discipline.
Sul sito potete scaricare, attività per attività, il programma dettagliato.



E poi l'anteprima del Festival Internazionale del Teatro di Strada di Torino, dal 19 al 21 settembre.
Aspettando la Torino "capitale europea della bolle di sapone", un assaggio in differenti punti della città.


Sul sito, dettagli degli eventi; vi segnalo però: 
- sabato 20 settembre, 16.30 - 17.30, al Parco Ruffini, Laboratorio di Bolle di sapone giganti, speciale bambini. 

8 settembre 2014

CON GLI OCCHI CHE VI BRILLANO, DITEMI...

A me sono venute le lacrime agli occhi...
Perché io, nonostante tutto, ci spero ancora.
Perché tra pochi giorni tre dei miei quattro figli iniziano la prima elementare e vorrei, per loro, tutto questo...
Vorrei sentissero nella loro pancia, il rispetto e la riconoscenza...

Dedico queste righe ai nostri figli che crescono...

foto loretta campomaggi

IL PRIMO GIORNO CHE VORREI 
La lettera aperta agli insegnanti scritta da Alessandro D'Avenia, ex studente, poi professore e scrittore

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. (...)
Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo, quest’anno scolastico. 
Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io?
(...) Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini. Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.
E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete, ditemelo. 
Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri. Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno. Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano.
Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.
Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate solo l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi. E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò.

3 settembre 2014

6 ... 6

Foto Loretta Campomaggi - Serra San Quirico agosto 2014

La vacanze sono finite da molti giorni ormai...
E io, come ogni anno, mese, settimana e quasi giorno, guardo le fotografie dei nostri momenti insieme con un pizzico di nostalgia.
Dovrebbe prevalere l'entusiasmo e la gratitudine... ma non sempre ci riesco.
Fischietto per far finta di nulla; in realtà mi sto agitando per l'inizio della scuola primaria dei turulli piccoli.
Sabato sei ne compiono sei... di anni.
E stanno diventando ometti; la scuola, i bambini, li cambia proprio tanto...
Cerco di immaginarli; cerco di capire come organizzare le nostre vite e la nostra quotidianità in mezzo a questi cambiamenti.
I "salti" non sono facili; e certo l'estate non è stata delle migliori.
Nonostante il nostro impegno per pianificare i due mesi estivi e il rientro al lavoro, le cose hanno preso troppo spesso pieghe diverse. 
Dalla casa in affitto nelle Marche che all'ultimo è svanita, al lavoro di Danilo; dai propositi di "recupero" con Davide al trascorrere tempi separati con i nostri figli.
La nostra estate è stata insolita... ma forse, complice il tempo, è stato così per molti.

Certo è che se vogliamo garantire ai nostri ragazzi uno stare insieme di qualità, noi adulti dobbiamo rivedere il nostro stile di vita, prendendoci più cura del nostro spirito e del nostro corpo. Come fare, francamente, non lo so... :-) ma conto di capirlo presto e metterlo in pratica.


16 luglio 2014

NONZA

Eccoci qui!
La settimana in Corsica è stata una esperienza bellissima!
Per me era un test- prova-esame... il cui esito è stato positivo.
Ci siamo riposati, abbastanza, abbiamo fatto piccole ma anche più impegnative gite... abbiamo guardato, annusato, ascoltato....
Paesaggi mozzafiato e gente di tutti i generi; odori della macchia mediterranea, una nuova lingua...
Vedere Alessandro che saluta e ringrazia tutti in francese è stato proprio un godimento!
Esattamente come lo è stato vederli dormire senza esitazione in letti nuovi di una casa nuova, stare in viaggio intere giornate senza mai lamentarsi, anche quando la loro mamma vomitava ininterrottamente per cinque ore per il mal di mare...
Guardare Danilo negli occhi e capire che, come nella vita precedente, il senso del luogo nuovo, della scoperta, piccola o grande, vicina o lontana, può ancora esserci, anche con quattro figli insieme a noi.
In particolare la Corsica ci ha regalato l'agio del sentirci liberi...
Vedere i ragazzi muoversi soli, serenamente, saltare, abbandonare i braccioli, andare in mezzo alle onde con una temperatura dell'acqua diversa da quella dell'Adriatico... correre sulla spiaggia, avanti e indietro, con sti musi felici e pieni di vita.
Le partite di calcio, tre contro tre, in spiaggia.... (ovviamente io e Chiara in porta :)); la grigliata, a sostituzione del ristorante... dove noi non si va.
Insomma... pare un peccato non si riesca a far calare maggiormente questo benessere nella vita "normale" (o almeno io non ci riesco...)

La nostra vacanza è scendere a compromessi, come sempre, e come per tutti credo.
A me spiace per esempio non poter conoscere meglio un luogo anche attraverso il cibo; vorrei che i nostri turulli sin da piccoli assaggiassero e imparassero a entrare nei locali pubblici con una maggiore disinvoltura rispetto alla mia.
Però occorre scegliere; e così noi abbiamo fatto.
Si mangia a casa ma ci si concedono extra che fanno vacanza; coca e patatine, grigliata, crepes...
Una vacanza economica che ha fatto contenti tutti... proprio tutti...
Mentre son qui a ragionare sulla prossima meta (quanto mi piace!), vi racconto in breve la nostra "giornata corsa più bella".... La gita a Nonza, la spiaggia nera sul dito.
Due tragitti diversi per l'andata e il ritorno; se posso evitare di ripercorrere la stessa strada son contenta.

All'andata siamo passati da Bastia attraversando Patrimonio, per arrivare dall'altra parte dell'isola; la nostra casa si trova a Poggio Mezzana.
Ci siamo fermati diverse volte per guardarci attorno; occasione per fare anche un ripasso di storia.

 
foto Loretta Campomaggi
 
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Appena si arriva sulla costa, viene voglia di buttarsi in acqua direttamente dal finestrino.
foto Loretta Campomaggi

Per arrivare allo spiaggione nero di Nonza, si cammina un pochino; nonostante i graffi e i sassi nelle scarpe, i turulli sono stati grandiosi. 
Zainetto in spalla, tutti, ci siamo fatti conquistare dallo spazio e dal senso di apertura, dal colore dell'acqua e dal profumo dell'aria.
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Metri e metri di spiaggia deserta, ci hanno fatto spogliare e camminare con un agio solitamente sconosciuto.
Abbiamo notato che ci sono molte scritte fatte da legna e sassi, visibili dall'alto...
Così Danilo e i ragazzi si sono cimentati... e divertiti tantissimo... il primo è stato Francesco; prendi un legno e prendine altri... e mettili sopra...
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Pranzo dei nostri, al sacco... e ritorno.
foto Loretta Campomaggi

Siamo passati da St Florent; i bimbi hanno fatto una piccola pennica in auto... meglio! anche perché si è ancora camminato parecchio.
Ci siamo divertiti a scegliere, al porto, la nostra "barchetta" preferita; una domanda sopra l'altra e questo a me piace sempre un sacco (le risposte le ha Danilo....!)
foto Loretta Campomaggi
Visita e crepes (meritate) per i turulli e un caffè (finalmente) per noi.
foto Loretta Campomaggi

foto Loretta Campomaggi

Il ritorno senza fretta; sempre fermandosi di quando in quando, passando per Oletta di Tuda...
A casa, alle ore 19.30, un bagno al mare in prossimità del tramonto per Davide, Francesco e papi... mentre Chiara e Ale si sono rilassati con una doccia un pochino più duratura delle altre sere...

Una giornata di armonia proprio bella!